HOME non è mai politica attuale la parola dei profeti disarmati, ma in un popolo ci vogliono i politici attuali e i politici inattuali, e se i primi sono giudicati savi e i secondi matti, ci vogliono i savi e ci vogliono i matti, e guai ai popoli che hanno solo i savi perché spetta di solito ai matti porre e coltivare i germi della politica avvenire (B. Croce)
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Grandi menti parlano di idee, menti mediocri parlano di fatti, menti piccole parlano di persone. (E. Roosevelt)

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sabato 29 marzo 2008

Politica e qualità

Riflessione sulla qualità della politica e dell'amministrazione a Terni

Chi, come il sottoscritto, ha vissuto oltre venti anni di politica locale a Terni, con ruoli non particolarmente in vista, ma sempre con grande attenzione all'approfondimento delle reali motivazioni degli accadimenti e delle posizioni, non può non notare che c'è una grande differenza tra la politica e l'amministrazione di cui la Sinistra era capace a Terni molti anni fa e quella attuale.
Prima di scrivere questa affermazione mi sono chiesto con franchezza se questa impressione potesse dipendere solo dalla naturale "nostalgia del passato", che viene a chi vede passare gli anni e dice: "stavamo meglio prima", ma non è questo. Noi di centrodestra non abbiamo alcuna nostalgia di quegli anni e siamo obiettivi se rileviamo che la Sinistra di allora si poneva il tema della "capacità di governo" e quella capacità, tanta o poca che fosse, era la "nostra", cioè era di tutti gli Umbri, anche quelli di centrodestra.
Mi spiego: le nostre comunità locali hanno, nel bene e nel male, vissuto, prosperato o affrontato momenti difficili, potendo contare su una classe dirigente (purtroppo tutta di Sinistra) che, con impostazioni ideali drammaticamente sbagliate, con livelli di faziosità assolutamente indigesti, era in grado, però, di capire i problemi ed era in grado di trovare soluzioni, magari non condivisibili, ma soluzioni possibili.
E questo, si badi bene, era il "patrimonio" non tanto della classe politica in senso stretto, ma di una generazione di burocrati che, magari non eccellevano a livello nazionale, ma avevano una solida preparazione amministrativa.
Voglio dire che venti anni fa se un Assessore avesse voluto forzare il bilancio comunale, utilizzando per la spesa corrente risorse destinate agli investimenti, avrebbe trovato una forte opposizione prima di tutto tra i dirigenti del Comune. Oggi decisioni, non so se censurabili da parte della Magistratura, ma certamente censurabili se viste con il metro della qualità dell'amministrazione, tagliano come il coltello nel burro la Giunta comunale, la burocrazia comunale e il Consiglio comunale e ricadono direttamente sulle spalle delle imprese e dei cittadini come se questo fosse normale.
Ma questo in una città capoluogo di provincia non lo è.
Non è normale che una impresa comunale sia inquisita per disastro ambientale, per non saper gestire dal punto di vista tecnico, secondo quanto risulterebbe dalle accuse, l'inceneritore comunale. Non è normale che un'altra impresa comunale gestisca in perdita una decina di farmacie, non è normale dover lottare continuamente per rianimare un asfittico polo universitario, non è normale che la politica culturale sia ugualmente onerosa per il bilancio comunale, ma che si concentri oggi su eventi e manifestazioni ormai sganciate dai circuiti nazionali e mostri un provincialismo che mai si era visto a questi livelli.
Non è normale che una città come la nostra, che si trova ad affrontare una vera e propria "emergenza tumori", non disponga di un polo sanitario e di ricerca di eccellenza in campo oncologico.
Non è normale e non è dignitoso per tutti gli Umbri.
La qualità della politica e dell'amministrazione nella nostra città ha veramente raschiato il fondo del barile.
L'evidenza che oggi, dopo rilevanti esperienze amministrative di centrodestra, passate e in atto, in tutta la regione, il buongoverno delle amministrazioni di centrodestra umbre faccia la differenza (Assisi abolisce l'ICI mentre per Terni si profila all'orizzonte anche una concreta possibilità di dissesto) in realtà non esaurisce il problema.
E' veramente un problema che va oltre gli schieramenti quello di assicurare agli enti locali e quindi alle imprese e ai cittadini quel livello minimo di qualità nell'amministrazione che possa dare ai nostri figli una opportunità di un futuro di benessere pur decidendo di rimanere a vivere nei centri della nostra provincia e della nostra regione.
Quindi occorre realmente richiamare tutti nell'esigere maggiori livelli di qualità nella politica locale, ma su questo tema, per ora solo accennato, occorrerà tornare con maggiore profondità.
Paolo Cianfoni

venerdì 21 marzo 2008

martedì 18 marzo 2008

Scritto in piccolo

Come in molti contratti, il meglio è "scritto in piccolo".
Liste: punto e basta.
La questione della mancanza di rappresentatività territoriale della lista del PdL è chiara come il sole. Su nessuna delle posizioni sicure e nemmeno su alcuna delle posizioni possibili è stato inserito un candidato proposto dal Coordinamento provinciale di Terni di FI.
L'errore c'è, è politicamente grave e denota purtroppo una pervicace inclinazione del Coordinamento regionale a risolvere anche semplici malumori perugini a scapito della provincia di Terni, non considerando che in nessun caso si può fare a meno di un terzo degli Umbri.
La situazione è questa, più che pensare adesso a cosa fare, io starei attento a cosa non fare per non versare sale sulle ferite aperte.
Da parte perugina 1) non si deve minimizzare un problema che esiste con un "è fisiologico", perché è facile rispondere che è fisiologico solo se le liste sono fatte male, 2) non si può giustificarsi con la "legge dei numeri", perché sono proprio i numeri del rapporto degli abitanti e dei voti FI tra le due provincie che sono stati violati 3) non si deve appioppare alla provincia di Terni candidati non proposti dal Coordinamento provinciale di Terni, magari perché hanno un nonno ternano, perché altrimenti oltre al danno anche la beffa!
Da parte ternana non si deve mai dimenticare che siamo in campagna elettorale.
Il fatto che la parte perugina abbia già fatto tutti gli errori che poteva fare non giustificherebbe la parte ternana se commettesse il suo. Punto e basta. Almeno fino a dopo le elezioni.


domenica 16 marzo 2008

Un altro gazebo danneggiato a Terni


Nuovo episodio di intolleranza politica nei confronti del centrodestra ternano, è ancora una volta il gazebo di piazza della Repubblica oggetto questa volta del danneggiamento definitivo avvenuto nella serata di ieri sabato 15 marzo. Naturalmente il punto non è il danno in sé, ma l'intolleranza e l'inciviltà con cui alcuni si rapportano all'attività politica a Terni. La catena di eventi è ormai lunga e unidirezionale contro le iniziative del Centrodestra, tanto da assumere un carattere persecutorio. Il tutto avviene nel disinteresse sostanziale delle istituzioni politiche locali, salvo qualche rituale condanna formale degli avvenimenti.

giovedì 13 marzo 2008

Elenco Coordinatori Comunali FI della Provincia di Terni

comune_________abitanti_Coordinatore Comunale FI
TERNI____________109.816__Federico Brizi
ORVIETO__________20.899__Antonio Barberani
NARNI____________20.345__Andrea Fracassa
AMELIA___________11.833__Laura Pernazza
MONTECASTRILLI___5.076__Massimiliano Moroni
STRONCONE________4.815__Alfonso Serpericci
CASTEL VISCARDO___3.049__Nicola Zappitello
AVIGLIANO UMBRO__2.539__Giancarlo Pacifici
PORANO___________1.914__Claudio Scoscia
ATTIGLIANO_______1.806__Enrico Masciarri
MONTECCHIO______1.739___Sandro Gianpaolo Sabatini
ALVIANO _________1.544___Andrea Boccali

L'Associazione Articolo 21 rivendica il furto del gazebo

Sulla stampa di oggi si legge la rivendicazione del furto del gazebo del PdL di piazza della Repubblica come atto simbolico. Se dovessimo prendere sul serio questi signori dovremmo ricordare che chi ostacola le manifestazioni elettorali commette un reato penale, talmente grave che è procedibile d'ufficio. Ragionando invece sul gesto in sé possiamo solo dire che non basta arzigogolare giustificazioni politiche per dare dignità a una scemenza. Soprattutto quando il vero movente è quello di pietire due righe di attenzione da parte della stampa locale. Una scemenza è una scemenza e basta.

mercoledì 12 marzo 2008

Diario del 12/3

NOI - Berlusconi precisa che le voci sui possibili ministri sono tutte infondate. Fini si dice complessivamente soddisfatto, salvo qualche sbavatura, delle liste PdL sia per la qualità dei nomi che per i criteri seguiti: "non sono state composte assemblando nomi, ma c'e' stato un confronto nei territori fra i gruppi dirigenti. Non e' stato semplicissimo".
LORO - Veltroni attacca il PdL rilevando che le indiscrezioni dei possibili ministri sono identiche a 12 anni fa.

martedì 11 marzo 2008

Dimissioni di Claudio Ricci

Dopo le dimissioni di Nevi, anche il Sindaco di Assisi Claudio Ricci si è dimesso oggi 11 marzo dall'incarico di Vicecoordinatore Regionale di FI in polemica con le scelte regionali di formazione delle liste per le elezioni politiche. A questo proposito Claudio Ricci ha fatto dichiarazioni alla stampa in cui mette in dubbio la propria adesione al PdL.

Dimissioni di Raffaele Nevi


Il Dott. Raffaele Nevi si è dimesso oggi 11 marzo dalla carica di Vicecoordinatore Regionale di FI a seguito delle scelte regionali che hanno portato alla definizione delle liste umbre per le elezioni politiche.
Nevi ha dichiarato: "Non faccio commenti. Dico solo che ho preso questa decisione perchè sono insoddisfatto di come sono andate le cose. Ora però bisogna essere responsabili e concentrarsi sulla campagna elettorale. Il 15 di aprile ne riparleremo e cercheremo di sistemare tutto. La cosa più importante è vincere le elezioni e dare al nostro paese e ai nostri figli un futuro migliore di quello che avrebbero con Veltroni."

Scritto in piccolo

Come in molti contratti, il meglio è "scritto in piccolo".
Liste FI: Perugia - Terni 5 a zero
Secondo i risultati prevedibili le liste decise porteranno all'elezione di 5 deputati e 2 senatori per il PdL dell'Umbria. Una pattuglia ragguardevole di parlamentari sulla quale mai il centrodestra umbro aveva potuto contare.
L'Umbria concorrerà alla causa nazionale eleggendo Roberto Speciale.
Limitando l'esame ai candidati di provenienza FI, hanno la certezza dell'elezione 1) Franco Asciutti, 2) Luciano Rossi, 3) Rocco Girlanda. Tutti e tre sono espressione della Provincia di Perugia (e già le proporzioni tra le due provincie sono saltate). Però ci sono altre due posizioni che possono aspirare all'elezione e cioè il candidato in settima posizione alla Camera e il candidato in terza posizione al Senato: sono state scelte 4) Fiammetta Modena e 5) Ada Urbani.
E alla provincia di Terni? E' stato riservato un unico posto, ma tra quelli sicuramente non eletti. 5 a zero.
Anche a chi non è particolarmente appassionato alle polemiche sembra un po' troppo, no?
E in AN? 2 a zero. Volete sapere per chi?
Non ci pensiamo! E diamoci tutti da fare per vincerle queste elezioni. Per l'Italia.

10 marzo Riunione Coordinamento Provinciale FI di Terni

Ieri 10 marzo alle 21.00 presso la sede di Fi verso il PdL di Terni in via Mancini si è svolta una riunione del Coordinamento Provinciale FI di Terni, con convocazione d'urgenza, allargata ai componenti di tutti i Coordinamenti Comunali, per esaminare la situazione politica interna al Movimento Regionale Umbro.

lunedì 10 marzo 2008

La sfida umbra - i candidati

NOI
Senato: 1) Franco Asciutti, 2) Domenico Benedetti Valentini, 3) Ada Urbani, 4) Dario Guardalben, 5) Paolo Crescimbeni, 6) Luigi Andreani, 7) Alfredo De Sio.
Camera: 1) Silvio Berlusconi, 2) Gianfranco Fini 3) Roberto Speciale 4) Pietro Laffranco, 5) Luciano Rossi, 6) Rocco Girlanda, 7) Fiammetta Modena, 8) Giovanni Andrea Lignani Marchesani, 9) Carlo Orsini.
LORO
Senato: 1) Francesco Rutelli, 2) Mauro Agostini, 3) Anna Rita Fioroni, 4) Leopoldo Di Girolamo, 5) Francesco Ferrante, 6) Donatella Massarelli, 7) Cesare Fioriti.
Camera 1) Marina Sereni, 2) Gianpiero Bocci, 3) Walter Verini, 4) Sandro Gozi, 5) Carlo Emanuele Trappolino, 6) Agnese Benedetti, 7) Lorena Pesaresi, 8) Serena Rondoni, 9) Giacomo Chiodini.

La proposta di Legge regionale FI per le PMI


Come è stato ricordato, in Umbria circa il 99% delle imprese attive si classificano, come numero, in base alla normativa comunitaria del 23/96, come “Piccole Imprese”, quelle cioè con meno di 50 addetti e con fatturato annuo inferiore a 7 milioni di Euro.
E’ noto a tutti, ed è stato anche qui sottolineato, che le piccole imprese nel nostro Paese, e in Umbria in particolare, soffrono di difficoltà varie, che ostacolano lo sviluppo e spesso ne mettono a rischio la stessa sopravvivenza. Queste difficoltà hanno origini diverse:

1 - Difficoltà di origine internazionale:
- alto costo materie prime e carburanti
- congiunture generali sfavorevoli o fasi di recessione
- crescita esponenziale di economie emergenti
2 - Difficoltà di origine nazionale:
- ridotta o nulla la crescita generale dell’economia
- stagnazione dei consumi
- alto costo dell’energia
- infrastrutture scarse e inefficienti
- eccesso di normative, a volte in contrasto tra loro
- alto livello di tassazione
- alto numero di ostacoli e di adempimenti burocratici
3 - Difficoltà di origine interna alle piccole imprese:
- scarsa disponibilità di capitali
- difficoltà di approccio al mercato
- scarsa informatizzazione
- organizzazione poco efficiente
- difficoltà ad uscire da un’ottica locale.

E a questo, in Umbria, dobbiamo aggiungere:
4 - Difficoltà di origine regionale:
- quadro politico bloccato
- reti clientelari di ostacolo alla vera concorrenza
- alto livello di tassazione regionale e locale
Un quadro come questo potrebbe scoraggiare a prima vista il piccolo imprenditore, ma la piccola impresa umbra esiste e resiste, come dimostrano le statistiche. I dati dell’UnionCamere mostrano che in Umbria c’è una discreta voglia di fare impresa, e che la “mortalità” delle piccole imprese non è più drammatica che altrove, ma che esse, rispetto alla media nazionale hanno un’inferiore spinta a crescere, a innovarsi e ad investire.
Quindi il quadro non è del tutto sconfortante, ma va supportato ed incoraggiato con adeguate iniziative.
Che cosa possiamo fare noi a livello locale?
Per le difficoltà di origine internazionale è chiaro che non possiamo fare nulla.
Per quelle di origine nazionale e regionale possiamo intervenire su alcune di esse, come la riduzione del livello fiscale locale e la semplificazione burocratica.
Per quelle di origine interna possiamo intervenire sulla “professionalità” del piccolo imprenditore, spingendolo a cercare un aiuto esterno, che gli permetta di aggiornarsi, superare momenti di transizione, adeguarsi alle normative di qualità, alle evoluzioni dei mercati e quant’altro possa meglio qualificarne l’attività
Lo spirito della presente proposta di Legge Regionale è appunto questo. Cercare di individuare, nel complesso quadro delle numerose difficoltà che affliggono le piccole imprese, quelle su cui si può agire in ambito locale, magari utilizzando anche le esperienze positive di regioni che ci hanno preceduto su questa strada.
A noi sembra che il tipo di approccio delineato da questo progetto sia quello giusto: migliorare poco alla volta quello che è a portata di mano, acquisire e consolidare progressivamente i risultati.
La dettagliata analisi dei vari aspetti e delle soluzioni, fatta dagli estensori della proposta di legge, mostra ancora una volta come il Centrodestra sia vicino al piccolo imprenditore. Quel piccolo imprenditore che la cultura di sinistra, conformistica e acritica, continua a contrastare come un evasore fiscale invece di supportarlo come fonte di lavoro e ricchezza per la collettività.
Per quanto riguarda l’incentivazione a introdurre nelle piccole imprese il “manager a tempo” o “a progetto”, vale la pena di ricordare che nella nostra regione c’è un gran numero di esperti di vari settori, e perché no, pensionati ancora giovani (per il generale degrado della struttura produttiva umbra) che sono in grado di trasferire ad altri le loro conoscenze e la loro esperienza.

Ma, attenzione: perché tutto questo funzioni, occorre anche che ciò che ruota intorno al mondo del lavoro sia messo finalmente a sistema e funzioni.
Al riguardo, la maggioranza di sinistra, per quella che è stata la mia esperienza in Provincia di Terni in due mandati amministrativi, non lascia ricordi di sé.
Anche il PD che si propone agli Italiani non è il “nuovo che avanza”, ma quel guazzabuglio di contraddizioni che ha preteso di imporci sinora i propri interessi, frenando l’industria col suo immobilismo, tarpando le ali alle piccole aziende afflitto da cronico “mal di pancia”per l’estrema sinistra con cui condivide la maggioranza.
Per rilanciare lo sviluppo nella nostra Provincia, oltre ad un nuovo fisco per le imprese ed alla auspicata revisione degli studi di settore ormai obsoleti, occorre assolutamente rilanciare le infrastrutture, la Formazione, varare un piano serio per le fonti energetiche, per il sostegno alla produzione, la valorizzazione dei nostri prodotti, il contenimento dei costi dalla produzione alla distribuzione.
L’Ente invece che fa? Gestisce in modo scandaloso la questione energia e di nuovi collegamenti infrastrutturali se ne parla solo in tempo di campagne elettorali.
Incapace di razionalizzare la spesa (auto blu, interventi a pioggia, alto numero di assessori, consulenze più volte denunciate, concorsi pubblici banditi su misura per pochi fortunati…), con la Formazione ed i C.P.I. che consumano 12 miliardi all’anno di vecchie lire del F.S.E. dal 2001, ha creato un apparato costosissimo che opera in back office, autoreferenziale, incapace di dare risposte ai nostri giovani, tanto più se diplomati, specializzati, laureati: il rapporto sul mercato del lavoro della Provincia di Terni da anni dice che solo 1 assunzione su 10 riguarda impiegati e tecnici con specializzazione…(i laureati devono migrare) mentre troverebbero lavoro livelli formativi bassissimi…, c’è da mettersi le mani nei capelli!
Fa acqua persino la politica scolastica che non intercetta bisogni formativi adeguati alle aziende del suo territorio e continua a pianificare in ritardo rispetto ai tempi, chiusa com’è nel suo dirigismo impermeabile alle nuove opportunità.
Pensate inoltre alla ricchezza culturale offerta dal nostro territorio, a come questa, se valorizzata, potrebbe fungere da volano per un turismo mai decollato: penso al circolo virtuoso che si creerebbe anche per le piccole imprese di Montecastrilli, se mettessimo a sistema, valorizzassimo e investissimo un po’ alla volta su cultura e turismo.
Tutto ciò denota la cronica mancanza di sensibilità, più che di fondi, di Giunte (non solo Provinciale, mi risulta che anche questo Comune non investa in queste voci…), forse ancora convinte che la nostra storia e la nostra cultura siano unicamente testimoniate dalle saghe paesane di un tempo, mentre il mondo è profondamente cambiato. E’ inaccettabile che tutto ciò passi sulle nostre teste, su quelle dei nostri figli costretti ad andarsene per sopravvivere.
Se vogliamo veramente aiutare le piccole e medie imprese, paradossalmente, oltre che rendere più efficiente e semplice la pubblica amministrazione, occorre ridare slancio alla Scuola, all’Università, alla Ricerca, riscoprire culture e valori che producano nei nostri giovani una scossa emotiva: cioè ricostruire nella collettività nuovi soggetti “creativi” al posto delle pesanti e vuote nomenklature di apparato.

Signori, bisogna avere il coraggio di governare!

Il destino del nostro territorio è appeso ad un filo sottile: è nata una nuova povertà che è figlia della società dell’incertezza, una povertà che crea sofferenza, disagio, emarginazione, delinquenza. Auspichiamo che a prevalere sia una forte volontà di riscossa, di proposizione, di innovazione e quindi di responsabilità politica che trascenda l’attaccamento alla poltrona: questo ci chiede il “POPOLO DELLA LIBERTA’”.

Grazie.
Prof.ssa Gabriella Caronna
Presidente del gruppo FORZA ITALIA in Provincia di Terni
Montecastrilli 7/03/2008

Le liste sono una cosa seria

In un movimento politico la formazione delle liste è una cosa seria, le scelte effettuate descrivono, tra l'altro, la "presenza" territoriale del Movimento e danno, comunque, la misura di quanto i criteri meritocratici facciano parte dei valori del movimento stesso. Certo occorre ragionevolezza e senso della misura da parte di tutti e comunque il sostegno alla lista deve discendere dall'adesione al progetto nazionale e al programma, che nessuno mette in discussione, comunque siano fatte le liste.


Noi da parte nostra portiamo un contributo di memoria su quello che è successo a Terni e in Umbria dal 1994 a oggi in Forza Italia. Teniamo fuori dal ragionamento il Senato perché ha un sistema elettorale particolare, nel 1994 nella prima entusiasmante e vittoriosa battaglia di FI i voti espressi per FI nella Provincia di Terni hanno concorso all'elezione di tale Prof. Giorgio Bernini di Bologna, il quale non risulta essersi mai occupato dopo l'elezione del Movimento umbro, tantomeno di quello tenano. Nel 1996 i nostri voti sono serviti per l'elezione alla Camera del Prof. Giuliano Urbani, nato a Perugia, del quale non si ricordano interventi sulla situazione del Movimento in Umbria. Mentre nel 2001 i nostri voti hanno assicurato il seggio alla Camera nientemeno che al Presidente del Gruppo di FI, il napoletano Elio Vito, il quale tornato quasi mai in Umbria, non risulta essersi mai occupato dell'Umbria dopo l'elezione. Nel 2006 i voti espressi per FI in provincia di Terni hanno concorso all'elezione alla Camera del folignate Luciano Rossi. Con questa (recente) elezione si è posto fine ad una "anomalia" che vedeva l'Umbria tra le pochissime regioni il cui Coordinatore del Movimento non fosse un parlamentare. Naturalmente Rossi, come coordinatore, ha svolto e svolge per il Movimento umbro un grande lavoro, per il quale va ringraziato, e si è occupato costantemente del Movimento ternano, anche se il suo lungo coordinamento ancora in corso ha coinciso per la maggior parte della sua durata con il periodo più buio per il Movimento ternano, cioè quello dei commissari (On. Rodolfo Gigli, Sen. Angelo Cicolani, Sen. Franco Asciutti, Dott.ssa Cristina Cecconi), periodo dal quale siamo finalmente usciti nel 2007 con un congresso unitario. E' per questo che il Movimento ternano ha una comprensibile suscettibilità, quando si parla di composizione delle liste per le elezioni politiche.

domenica 9 marzo 2008

Da internet


Gazebo day sulla sicurezza (8 e 9 marzo)


Le giornate tematiche sulla sicurezza si sono svolte a Terni con una buona affluenza soprattutto la domenica mattina. Grande l'interesse dimostrato dai cittadini al tema della sicurezza e alle proposte specifiche che venivano sottoposte. Da registrare un altro atto di intolleranza, cioè il furto dell'intero gazebo di piazza della Repubblica. Un ringraziamento particolare va al Vicecoordinatore comunale di FI di Terni Riccardo Merlini che coordina l'iniziativa dei gazebo a Terni e a tutti i volontari. (nella foto Merlini e Giulia Posati al gazebo di piazza San Francesco).

sabato 8 marzo 2008

LA CARTA DEI VALORI DEL POPOLO DELLA LIBERTA'

Noi, Popolo della Libertà, donne ed uomini d’Italia, siamo orgogliosi di essere cittadini di uno dei Paesi più avanzati del mondo. Siamo orgogliosi di appartenere ad una civiltà millenaria, una civiltà che ha dato all’umanità conquiste tra le più importanti. Per questo vogliamo che l’Italia progredisca nel solco della sua tradizione, sempre più europea ed occidentale.
Le radici giudaico-cristiane dell’Europa e la sua comune eredità culturale classica ed umanistica, insieme con la parte migliore dell’illuminismo, sono le fondamenta della nostra visione della società.
I valori nei quali ci riconosciamo sono in specie quelli condivisi dalla grande famiglia politica del Partito Popolare Europeo: la dignità della persona, la libertà e la responsabilità, l’eguaglianza, la giustizia, la legalità, la solidarietà e la sussidiarietà.
Questi sono i valori comuni alle grandi democrazie occidentali, fondate sul pluralismo democratico, sullo Stato di diritto, sulla non discriminazione, sulla tolleranza, sulla proprietà privata, sull’economia sociale di mercato.
Noi pensiamo che la politica debba essere al servizio dei cittadini, non i cittadini al servizio della politica e che essa debba essere fondata più sui valori che sugli interessi.
Noi crediamo che la persona - con i suoi valori ed i suoi principi, con la sua morale e la sua ragione di esistere e di migliorarsi – sia il principio ed il fine di ogni comunità politica, la sola fonte della sua legittimità. E che non possano esistere un’autentica giustizia ed una autentica solidarietà, se la libertà di ogni singola persona non viene riconosciuta come condizione essenziale dallo Stato.
La nostra concezione della persona ripudia tanto ogni forma di collettivismo, quanto l’individualismo egoistico. Ogni persona appartiene ad una comunità e deve subordinare il proprio interesse all’autorità legittima della comunità stessa, accettando i vincoli che sono necessari per la protezione dei diritti fondamentali e della libertà degli altri. Senza legge e ordine non ci può essere libertà.
Noi crediamo che la vera libertà significhi autonomia congiunta con la responsabilità, non irresponsabile indipendenza. La vera libertà rende infatti ogni persona responsabile delle proprie azioni in accordo con la propria coscienza di fronte alla comunità a cui appartiene ed alle generazioni future.
Noi pensiamo che le generazioni future debbano essere poste nelle condizioni di vivere in armonia con l’ambiente naturale. Ogni essere umano è chiamato ad amministrare i beni naturali con saggezza e non sulla base dei suoi specifici interessi. Le persone, le famiglie, i gruppi sociali, le comunità, i popoli, le nazioni e gli Stati devono quindi rendere conto delle loro azioni davanti ad ogni singolo essere umano, di oggi e del futuro.
Noi crediamo che la società e lo Stato debbano servire la persona ed il bene comune. Le persone e le comunità devono avere il diritto di realizzare ciò che possono grazie alla loro iniziativa. Ciò che le organizzazioni di dimensioni più piccole non sono in grado di realizzare deve essere affidato ad organizzazioni di livello più alto: gli Enti locali, la Regione, lo Stato, le Organizzazioni sopranazionali. La sussidiarietà è infatti la formula base della decentramento, del federalismo, e dell’integrazione europea. Ogni attività sociale è infatti per sua natura sussidiaria.
Noi crediamo che la politica abbia il compito di sostenere la vita e l’attività delle persone, delle famiglie, e delle comunità intermedie, non di distruggerle o di assorbirle. Per permettere alle singole persone ed alle loro libere associazioni di svilupparsi al massimo grado nel campo del sociale lo Stato deve sostenere una politica di deduzioni fiscali ed una politica di destinazione fiscale, come è quella del cinque per mille, nei confronti di quei cittadini che sostengono finanziariamente il volontariato, il non profit, le associazioni private senza scopo di lucro, tutto ciò che opera nell’ambito dell’assistenza sociale e della solidarietà, della ricerca scientifica e della cultura.
Noi crediamo nella validità del modello sociale europeo, che affonda le sue radici nei valori sociali e liberali, e che si basa sui principi inscindibili di efficienza economica, di giustizia sociale, di concorrenza e solidarietà, di responsabilità personale e di protezione sociale.
Questi principi restano del tutto validi, sono anzi ancora più validi nella realtà contemporanea prodotta dalla globalizzazione, davanti ai rapidi e non sempre positivi cambiamenti da questa imposti alla nostra vita sociale ed economica. La sfida che abbiamo di fronte, e che dobbiamo vincere, è infatti ora ed ancora più quella di fondere armoniosamente le nuove forze di mercato con il dinamismo economico, il rispetto della persona umana, e la responsabilità sociale.
In ogni caso noi ci impegniamo a sostenere in sede europea politiche mirate a ridurre il volume delle regole non essenziali e a difendere la nostra produzione dalla competizione asimmetrica che viene dall’Asia, dove è necessaria la effettiva e paritetica applicazione delle regole di rispetto sociale e ambientale comunemente accettate e sottoscritte dai più importanti paesi asiatici.
Noi vogliamo una società che si prenda veramente cura dei più poveri e dei più deboli. Noi non vogliamo una società divisa tra ricchi e poveri, tra forti e deboli. Noi vogliamo una società nella quale tutti possano godere di un livello di vita adeguato. Noi crediamo che le persone abbiano il dovere di provvedere a se stessi, secondo il principio morale della responsabilità, ma che in base a questa debbano anche aiutare il prossimo in difficoltà. Crediamo che sia dovere fondamentale, sia della società che dello Stato, insieme aiutare coloro che non raggiungono questo obiettivo.
Noi pensiamo in particolare che siano necessarie forti azioni positive per assicurare l’effettiva parità tra uomo e donna, per accrescere l’accesso delle donne all’istruzione ed al lavoro, per favorire il loro accesso ai posti di più alta responsabilità nel mondo pubblico e privato. Una maggiore
eguaglianza effettiva tra uomo e donna renderà il nostro Paese non solo più giusto ma anche più prospero.
Noi pensiamo che la famiglia sia l’elemento fondamentale delle nostra società. Oggi le famiglie e la società sono sempre più frammentate. Noi pensiamo che sia invece necessario riconoscere chiaramente il ruolo attivo della famiglia, nella consapevolezza che questa non può essere sostituita da altre figure sociali.
In una situazione difficile come quella attuale, le famiglie sono anche un prezioso elemento di stabilità sociale ed economica perché si affiancano alla società ed alle strutture pubbliche compensandone i limiti nell’attuazione delle politiche sociali. Non possiamo ignorare che molte famiglie non riescono più ad avere "una tranquilla e quieta vita, in piena dignità". La famiglia va dunque difesa, anche perché è fondamentale per le persone più deboli, per gli anziani, per i diversamente abili, per i giovani senza lavoro. Non solo. Noi crediamo che la famiglia abbia il dovere ed il compito insostituibile di educare i bambini e gli adolescenti.
In questa prospettiva noi pensiamo che buoni risultati possano essere conseguiti riducendo il carico fiscale per le famiglie in rapporto al numero dei familiari, a partire dai bambini.
Noi sappiamo che i valori umanistici e cristiani si confrontano con i risultati del progresso scientifico, in particolare in ambito biomedico.
Tale progresso ha contribuito in maniera straordinaria alla salute ed al benessere di tutti i cittadini. Lo vogliamo affermare con forza. Noi pensiamo che la libertà e il progresso della ricerca biomedica vadano quindi salvaguardati e per questo debbano essere coniugati con i principi della protezione e della promozione della dignità umana, con il diritto alla vita, l’unicità di ogni vita umana, l’eguaglianza di tutti gli esseri umani, la tutela della salute. Riconoscersi nel principio della dignità della persona umana comporta infatti che la scienza debba sempre essere al servizio della persona, ed esclude che la persona possa essere al servizio della scienza.
Noi pensiamo che la politica internazionale debba basarsi sul valore della libertà, e sul fondamentale rapporto tra pace, libertà e diritti. E’ ciò che abbiamo fatto, ciò che abbiamo finora difeso e promosso, ed è ciò che riteniamo faccia parte delle aspirazioni e delle possibilità di tutti i popoli.
In un mondo sfidato dal terrorismo e attraversato dal rischio dello scontro tra le civiltà, noi poniamo la costruzione della pace e il dialogo tra i popoli come fondamentale dovere della nostra politica internazionale. A questo dovere sono ancorate le nostre alleanze e relazioni, le nostre missioni all’estero e più in generale la strategia del nostro Paese sullo scacchiere mondiale.
In questo contesto restano cruciali le scelte europeiste ed atlantiche.
E’ su questo confine, tra passato, presente e futuro, che si staglia la differenza tra due visioni della vita e del mondo. La visione della sinistra e la nostra visione.
Noi pensiamo che, a questa altezza di tempo, si debba aggiungere alla libertà un altro valore, ad essa complementare: la sicurezza della nostra identità davanti all’immigrazione.
Proprio per questo dobbiamo e possiamo aprire al nuovo, ma senza rinunciare a noi stessi, rafforzando insieme le nostre tradizioni, la nostra identità, la nostra libertà. Perché solo conservando i valori oltre la crisi dei valori, si conservano l’identità e la sicurezza e si vive la libertà.
In questa strategia lo Stato nazionale e federale, somma dei nostri valori comuni e sede del nostro comune destino, ha un ruolo fondamentale. Un ruolo sussidiario e riequilibratore tra passato e futuro, tra interno ed esterno.
Questo è il cuore del nostro programma. Questo è il centro del nostro disegno, tanto sul lato politico quanto sul lato economico, tanto in Italia quanto in Europa: la difesa dei principi morali e dei valori, civili e religiosi, la difesa della famiglia e delle nostre radici, l’impegno a rispettare la nostra civiltà da parte di chi entra, la difesa delle nostre imprese, del nostro lavoro.
Il "Popolo della Libertà" è nato dalla libertà, nella libertà e per la libertà, perché l’Italia sia sempre più moderna, libera, giusta, prospera, autenticamente solidale.
Noi sappiamo che i nostri valori sono radicati nella migliore tradizione politica del nostro Paese e della nostra società. Nel "Popolo della Libertà" si riconoscono infatti laici e cattolici, operai ed imprenditori, giovani e anziani. Si riconoscono donne ed uomini del nord, del centro e del sud.
Siamo orgogliosi di questo nostro carattere popolare, perché ci conferma nel nostro disegno, che è quello di unire la società italiana, e di condurla tutta insieme verso un futuro migliore.
Noi proponiamo agli italiani una società fatta di libertà, di sviluppo economico, di solidarietà. Proponiamo una società basata sui valori liberali e cristiani, sulla famiglia naturale fondata sul matrimonio, formata dall’unione di un uomo e di una donna, nella quale far nascere, crescere ed educare i figli. Proponiamo un’Italia rispettata e forte nel mondo. Proponiamo una Patria nella quale tutti gli italiani si riconoscono e che tutti amano, perché è la casa comune di tutti, senza distinzioni.
All’opposto la sinistra ha sempre dato all’Italia incertezza, divisioni, odio sociale, povertà. La sinistra fa politiche che distruggono la famiglia, e che non rispettano i valori morali del popolo italiano, i valori della nostra tradizione. Per quello che è sempre stata ed è nel suo profondo, la sinistra vuole dividere i lavoratori e dagli imprenditori, gli uomini e dale donne, i padri ed dai figli, i giovani e dagli anziani, gli italiani del nord e dagli italiani del sud.
La sinistra vede nemici ovunque. Noi vediamo ovunque dei fratelli.
Pur affrontando difficoltà enormi, ci siamo sempre preoccupati del benessere di tutti gli italiani, senza distinzioni tra destra e sinistra.
Perché il governo è il governo di tutti gli italiani, non soltanto di chi lo ha votato. Questa è la vera moralità della politica.
Noi vogliamo un’Italia di persone libere e responsabili, in grado di prendere in mano il loro futuro, di potersi scegliere un buon lavoro, di far crescere i figli secondo i propri valori e le proprie idee.
Noi vogliamo una società nella quale tutti i giovani, senza distinzione di ceto sociale, vadano a scuola per conseguire un diploma o una laurea di qualità. Vogliamo una società nella quale i giovani abbiano un lavoro, che permetta loro di essere subito indipendenti e di formarsi una famiglia.
Noi vogliamo una società nella quale nessuno rimane indietro. Perché ogni persona ha un valore inestimabile, e perché il benessere di ogni cittadino significa il benessere di tutti i cittadini, il benessere di tutta la società.
Noi vogliamo una economia forte e vitale, fondata su imprese moderne ed efficienti, sulla creatività e sull’innovazione, perché senza crescita economica non si possono risolvere i problemi sociali e non si possono garantire a tutti i cittadini i servizi ai quali hanno diritto.
Lo spirito del tempo in cui viviamo ci impone un cambiamento di rotta, rispetto agli ultimi due anni.
Se non cambiamo e in fretta, sarà infatti la realtà a cambiarci in peggio.
Le riforme costituzionali sono vitali per l’Italia, per avere un governo più forte perché capace di decidere e per avere una politica rispettata dai cittadini perchè costa meno, a partire dalla nostra proposta di riforma costituzionale in cui era fra l’altro previsto il dimezzamento del numero dei parlamentari.
Nelle due ultime legislature la via delle riforme è iniziata, ma non è finita. In questa legislatura la riprenderemo, nel comune impegno a terminarla. Un impegno che qui prendiamo davanti agli italiani.
Noi ci richiamiamo alla più grande forza politica europea, il Partito Popolare Europeo, e con essa condividiamo un’idea spirituale dell’Europa: l’idea dei padri fondatori, che è all’origine stessa dell’Europa.
Abbiamo un lungo cammino davanti a noi. Un cammino di impegno civile, in cui diritti e doveri si ricongiungono come facce di una stessa medaglia.
Quaranta anni dopo il "Sessantotto", è l’ora di una nuova rivoluzione: la rivoluzione delle responsabilità.
Chiediamo il sostegno di tutti gli italiani, chiediamo il loro voto per garantire questi valori e per realizzare il nostro programma.

Diario del 8/3

NOI - Maurizio Gasparri sarà il Presidente dei Senatori del PdL, Marcello Pera capolista al Senato nel Lazio. Oggi al Palalido di Milano il PdL presenta ufficialmente il programma e la carta dei valori del Popolo della Libertà. Berlusconi a Milano si dice certo della vittoria e preoccupato per le grandi aspettative degli elettori "purtroppo la bacchetta magica non ce l'ha nessuno". Berlusconi annuncia l'unificazione entro il 2008.
LORO - Veltroni contro Berlusconi, che ha invitato a non leggere il programma del PD sostenendo che la sinistra straccia i suoi programmi e non li realizza: "stracciare i programmi altrui fa tristezza".

ALTRI - Nuovo attacco di Casini a Berlusconi: i contratti con gli Italiani sono una cosa stucchevole. (A noi sembra però che anche i continui attacchi a Berlusconi lo siano). Boselli offre a Mastella di essere il capolista in Campania al Senato.

venerdì 7 marzo 2008

Sabato e domenica ancora gazebo

Domani Sabato 8/3 e domenica 9/3 saremo ancora ai gazebo per accogliere le tue scelte sulle priorità programmatiche.
Ti aspettiamo anche se fa freddo.

mercoledì 5 marzo 2008

Diario del 05/03

NOI - Berlusconi stasera a Porta a Porta ore 23.25. Berlusconi ritiene che il consenso della sinistra sia in calo.
LORO - Veltroni aveva detto "basta con le coalizioni litigiose, andiamo da soli": Pannella inizia lo sciopero della sete perché accusa Veltroni di essere venuto meno all'impegno di eleggere 9 radicali, Parisi ha annunciato che non si candida perché ieri sera Calearo a Ballarò ha attaccato Prodi e ringraziato Mastella di averlo mandato a casa. In effetti con un partito così nessuno sentirà la mancanza di una coalizione litigiosa. In serata scuse di Calearo.

martedì 4 marzo 2008

Bruschini su Ancona - Orte - Civitavecchia



Sergio Bruschini denuncia il totale disinteresse dell'Amministrazione Comunale di Narni alla promozione e al completamento della tratta ferroviaria Ancona - Orte - Civitavecchia. Nonostante gli atti di indirizzo del Consiglio comunale di Narni in questa direzione, non ci sono iniziative concrete dell'Amministrazione, tanto che perfino negli articoli di stampa non viene mai citata una posizione dell'AC di Narni, contrariamente alle altre AC interessate dal percorso. Bruschini sottolinea che parlare di "rinascita" di Narni, come fa l'Amministrazione, senza essere mai presenti sui temi infrastrutturali e di sviluppo territoriale denuncia l'insipienza dell'azione politico-amministrativa complessiva della Giunta narnese.

domenica 2 marzo 2008

Gazebo distrutti a Terni - comunicato

Nella notte ignoti hanno distrutto il gazebo del Popolo della Libertà installato a Terni in piazza San Francesco. L'atto è particolarmente inquietante, perché segue altri danneggiamenti rivolti sempre verso forze politiche non di sinistra e denota un clima di intolleranza che si evidenzia a Terni non nella vita civile, ma solo e sempre su questioni politiche elettorali e solo e sempre verso le forze politiche che fanno opposizione alle giunte che governano la Città, la Provincia e la Regione. Inoltre tra i tanti gazebo presenti in città, tra cui quelli della sinistra, il fatto che siano stati danneggiati nella stessa notte soltanto uno del PdL e uno di una associazione apolitica, senza segni distintivi di partito, ma che vede al suo interno l'impegno di alcuni esponenti locali del PdL, denuncia anche una informazione particolarmente approfondita dei fatti della politica locale da parte degli autori degli atti di intolleranza, che impedisce a chiunque di minimizzare quanto avvenuto.

Ci si chiede se il Sindaco di Terni ritenga opportuno schierarsi dalla parte dei cittadini che democraticamente svolgono attività politica o preferisca non vedere i gravi atti di intolleranza.
Sempre che, troppo impegnato com'è a bollare come complotti ai suoi danni le iniziative di controllo sul governo del Comune e delle aziende comunali da parte della Corte dei Conti e della Magistratura ordinaria, trovi ancora il tempo di occuparsi del clima civile e democratico della città di Terni.
Terni, 02/03/2008
Fabio Biscetti Coordinatore prov.le FI
Carlo Orsini Presidente prov.le AN